A
fine anni ’80 con sorpresa una sera mi trovai ad essere imitato dal
Salone Margherita a Creme Caramel magistralmente
dal poliedrico Oreste Lionello. Gli riusciva bene credo per quella
sotterranea ironia che ci accomuna, uso il presente poiché un vero
artista rimane sempre vivo nel cuore di tutti. Conducevo a fine anni
’80 una rubrica televisiva di pochi minuti prima del TG2, elargivo per
così dire delle blande previsioni per i dodici segni dello Zodiaco.
Proprio affinché non suonassero come ammonimenti, avevo un tono pacato,
tenevo la mia voce senza inflessioni era quasi ipnotica contrastata
dalla sigla di sottofondo molto ritmata.
Il
semiologo Ugo Volli nel suo libro il Linguaggio dell’astrologia
disse che ero: “uno scampolo di Medioevo, in divisa da santone
orientale – barba e capelli lunghi, occhialini, abito vagamente
indiano...”.
Ebbene tutti questi ingredienti mirabilmente riprodotti, e soprattutto
la voce, faceva dell’attore un mio sosia quasi perfetto, molto più
ironico. Se è vero che si ha successo se si imitano persone note, è
altrettanto indubbio che grazie a questa imitazione aumentò
improvvisamente la propria popolarità. Una montagna di lettere
arrivarono in redazione e spesso venivo additato, girando per le strade
di Roma, come fossi io la copia e lui molto più incisivo,
l’originale.
Sono
molto grato a Lionello, mi ha dato delle sensazioni particolari, come
vedersi ad uno specchio speciale riempiendomi di allegria. Non sono
triste perché il buon umore era ciò che si era imposto di donare a noi
tutti, mi piace ricordarlo con un aneddoto. Per fare un esempio del suo
ironico approccio col mondo in qualsiasi circostanza ecco cosa mi
raccontò proprio dietro le quinte del Bagaglino.
Una volta ricoverato per un malore in clinica al risveglio chiese ad un
suo amico cosa fosse accaduto. “Hai avuto un infarto” gli venne
risposto, e lui di rimando: “Perché gli ictus erano finiti”!