04.08.07
In pochissime parole: nel primo articolo veniva illustrata l’idea dell’ing. prof. Clementi, apportando argomentazioni talmente vaghe e fantasiose che io mi sono sentito di dover commentare cercando di fare considerazioni e porre questioni nel merito. Ho così inviato un breve contributo che è stato pubblicato qualche giorno dopo sempre sul Corriere. Ora, visto il palese astio con il quale il Clementi ha concluso il suo intervento nel corso dell’inaugurazione di cui sopra, e visto che oltre al mio articolo non ci sono state altre risposte (senza pertanto poter essere accusato di avere la coda di paglia) temo di dover supporre che il mio commento non gli sia affatto piaciuto. Sia ben chiaro: a me dispiace che l’ing. prof. se la sia presa a male, ma io non ne farei una questione personale: quella che io ho commentato è la sua ipotesi (che semplicemente reputo piuttosto fantasiosa). In tutta sincerità, a suo tempo, sono anche rimasto male per il titolo un po’ forte che non so chi al Corriere ha dato al mio articoletto. Il mio tono voleva essere molto più pacato.
Ho anche sottolineato (sempre nel mio breve articolo) di non voler smentire, ma soltanto porre dubbi e interrogativi sull’idea proposta dal Clementi. E’ con i dubbi e gli interrogativi che procede ogni scoperta scientifica... ma gli interrogativi del Pinco Pallino Qualsiasi non hanno avuto alcuna risposta o chiarimento. Perché? Ma perché giustamente l’ing. prof. è in attesa del commento di Qualcuno, di un suo pari, immagino. Ma mi (e vi) chiedo: l’ing. prof. Clementi è laureato in archeologia? Non mi sembra. Ha forse qualche titolo in materia di iscrizioni antiche? Non mi pare. Ha trascorsi di studioso di miti? Non mi risulta. Quali pubblicazioni porta nel suo curriculum di ricercatore archeologico? Nessuno lo sa. L’unica cosa certa è che, non si sa bene come, arrivato ad una certa età, l’ing. prof. si è scoperto archeologo - glottologo - paleografo - mitologo...
Un Pinco Pallino Qualsiasi che insieme ad un gruppo di amici passa le serate a esplorare e scavare, cercando di ricostruire la rete di cunicoli che attraversa il nostro centro abitato, senza per questo tirar fuori storie su trogloditi, Achei, Argivi, o l’acropoli di Micene, e senza fare ipotesi campate per aria sulla loro funzione, ma studiando, aspettando e riflettendo.
Mi
riprometto soltanto di esporre prossimamente su queste pagine un po' di
"dati di fatto" (documenti alla mano) sulla storia di
Vignanello e sull'origine del suo nome. Senza clamori, né
sensazionalismi. Questo, naturalmente, solo per chi avrà voglia di
leggere le inutili chiacchiere di un Pinco Pallino Qualsiasi... Vincenzo,
P.S. Mi scuseranno gli amici Fiorello, Walter, Eraldo, Mario e Gabriella. Spero risulti chiaro che non ho nulla contro la nuova associazione di artisti, la cui unica pecca è stata quella di aver dato fiducia alla teoria dell’ing. prof. Terzo Clementi, tanto da prendere per nome un termine che nessuna prova concreta dimostra avere qualcosa a che fare con il passato e la storia del nostro paese. |